In questi ultimi giorni, il tema dell’introduzione di una exit tax da applicare a coloro che trasferiranno la residenza all’estero è particolarmente interessante per chi sta pianificando un espatrio nel 2027.

 

Legge di Bilancio 2027: exit tax anche per le persone fisiche?

In sintesi, la novità più preoccupante è che il perimetro dell’imposizione in uscita potrebbe non restare confinato alle imprese e a casistiche specifiche. Nella Manovra 2027 infatti è stata prospettata l’estensione del principio a tutte le persone fisiche che trasferiscono la residenza all’estero (a partire dal 1° gennaio 2027) con importanti attività finanziarie, partecipazioni e strumenti finanziari: in pratica, un residente fiscale italiano potrebbe dover pagare le imposte sulle plusvalenze NON REALIZZATE con un’aliquota indicata al 26% e, in alcune ipotesi, un versamento anticipato del 50% dell’imposta.

La misura riguarderebbe chi ha risieduto fiscalmente in Italia per almeno sei degli ultimi dieci anni d’imposta e possiede partecipazioni, titoli, strumenti finanziari e cripto-attività, esclusi i depositi bancari e i conti correnti – per un valore complessivo di almeno 800.000 euro.

 

Exit tax attualmente in vigore e la nuova proposta di Bilancio 2027

Resta quindi fondamentale distinguere i due piani: l’exit tax attuale dell’art. 166 TUIR legata a imprese, società e stabili organizzazioni e la nuova proposta per investitori privati che amplierebbe sensibilmente il perimetro dei soggetti coinvolti. La misura è ancora una proposta legislativa e potrebbe essere modificata durante l’iter parlamentare.

Per chi valuta un espatrio, non è più sufficiente chiedersi “dove pagherò le tasse domani”: occorre chiedersi quanto il Fisco italiano potrebbe pretendere PRIMA ancora di partire. 

Exit tax attuale: a chi si applica

L’exit tax disciplinata dall’art. 166 TUIR riguarda i soggetti con attività imprenditoriale, non il semplice lavoratore dipendente o pensionato che si trasferisce all’estero. Le principali ipotesi di applicazione sono:

  • Società ed enti commerciali: trasferimento della residenza fiscale all’estero;
  • Imprenditori individuali: trasferimento all’estero dell’azienda, con perdita del radicamento commerciale in Italia;
  • Stabili organizzazioni: spostamento di beni o di rami d’azienda dall’Italia a una sede estera (e viceversa, dalla filiale italiana alla casa madre);
  • Operazioni straordinarie transfrontaliere: fusioni, scissioni o conferimenti che comportano il passaggio di elementi patrimoniali a soggetti non residenti.

Exit tax sulle persone fisiche 2027: a chi si applicherebbe

La misura si applicherebbe alle persone fisiche, compresi investitori privati e imprenditori, che rispettano tutte le seguenti condizioni:

  • Trasferimento della residenza fiscale: chi sposta la propria residenza fiscale dall’Italia all’estero a decorrere dal 1° gennaio 2027;
  • Requisito temporale (Storico di residenza): aver risieduto fiscalmente in Italia per almeno sei degi ultimi dieci anni d’imposta precedenti al trasferimento;
  • Soglia patrimoniale minima: possedere un patrimonio finanziario complessivo con valore pari o superiore a €800.000.

 

Esempi pratici di tassazione con la nuova exit tax 

CASO 1: Il dirigente con offerta all’estero

Profilo: Marco, manager 47enne, risiede in Italia da 8 anni ed accetta una promozione a Lugano.

Patrimonio finanziario: azioni della società e fondi di investimento per €1.200.000 (prezzo d’acquisto originale €900.000).

Plusvalenza non realizzata (guadagno sulla carta): €300.000.

Applicazione exit tax: calcolo imposta 26% su €300.000 = €78.000.

Impatto pratico: Marco deve versare €78.000 al Fisco italiano al momento del cambio di residenza. Non avendo venduto le azioni, non ha incassato liquidità dal mercato, deve quindi liquidare parte dei titoli o attingere a risparmi liquidi per pagare la tassa entro i tempi stabiliti.

CASO 2: La pensionata che si trasferisce dai figli all’estero

Profilo: Laura, 62 anni, ha sempre lavorato e vissuto in Italia. Decide di trasferirsi in Spagna per vivere vicino ai figli.

Patrimonio finanziario: 

  • Portafoglio in ETF e Titoli di Stato: €850.000 (prezzo d’acquisto €650.000).
  • Liquidità sul conto corrente bancario: €30.000.
  • Plusvalenza non realizzata: €200.000.

Applicazione exit tax: la soglia degli €800.000 viene superata considerando i soli titoli d’investimento. i €30.000 euro sul conto bancario sono esclusi dal calcolo.

Calcolo imposta: 26% di €200.000 = €52.000.

Impatto pratico: la liquidità sul conto di Laura (€30.000) non copre l’imposta dovuta (€52.000). Laura è costretta a vendere forzatamente una parte del suo portafoglio d’investimento interrompendo la sua strategia di rendita a lungo termine, per pagare il “pedaggio d’uscita”.

CASO 3: L’investitore privato con conto corrente capiente (esclusione per tipologia di bene)

Profilo: Roberto, investitore che decide di trasferirsi in Portogallo dopo 10 anni di residenza italiana.

Patrimonio finanziario:

  • Portafoglio azionario/cripto: €750.000 (con plusvalenza di €150.000);
  • Deposito sul conto corrente bancario: €200.000.

Applicazione exit tax: i depositi bancari sono esclusi dal perimetro dei beni qualificati. il valore rilevante è legato al solo portafoglio titoli/cripto, €750.000.

Esito: poiché il valore delle attività finanziarie rilevanti è inferiore alla soglia di €800.000, Roberto non paga alcuna exit tax, pur avendo €150.000 di guadagni latenti e oltre €950.000 di patrimonio complessivo.

CASO 4: il trader in fase di mercato sfavorevole (portafoglio sopra soglia ma senza plusvalenze)

Profilo: Stefano si trasferisce in Inghilterra per lavoro dopo 7 anni in Italia.

Patrimonio finanziario:

  • Portafoglio di titoli e fondi: €1.500.000 (prezzo d’acquisto €1.600.000);
  • Plusvalenza non realizzata: €0 (il portafoglio è in perdita latente di €100.000);

Applicazione exit tax: requisito residenza e soglia patrimonio superati.

Calcolo imposta: 26% su €0 = €0.

Esito: Stefano non deve versare nulla poiché l’imposta si applica esclusivamente sui guadagni maturati non realizzati. In assenza di plusvalenze, l’imposta dovuta è pari a zero.

 

Perimetro degli asset: cosa verrebbe tassato e cosa no

Inclusi nell’imposizione

Esclusi dall’imposizione

Partecipazioni societarie (qualificate e non) Depositi e conti correnti bancari
Titoli di Stato, obbligazioni e quote di fondi Immobili e beni reali (salvo diverse disposizioni)
Strumenti finanziari derivati o complessi
Cripto-attività

 

Dove potrebbero trasferirsi gli investitori italiani

Le opportunità non mancano ma ogni scelta dipende dalla situazione personale, dal tipo di reddito e dalla necessità di una presenza fisica nel nuovo Paese.

In Europa, alcune giurisdizioni offrono forme di esenzione totale sul capital gain da investimenti privati, mentre Paesi come Slovacchia, Repubblica Ceca e Lussemburgo prevedono l’azzeramento delle imposte dopo un periodo minimo di detenzione dei titoli (1 anno per la Slovacchia, ad esempio).

Uscendo dal continente europeo invece, le destinazioni a tassazione zero o territoriale come gli Emirati Arabi Uniti, Singapore, Monaco, Bahamas e Mauritius rappresentano degli hub d’èlite per proteggere i profitti derivati da azioni, ETF e strumenti finanziari.

Per approfondire questo argomento ti consigliamo la lettura del nostro articolo: “Dove trasferirsi per non pagare tasse sul capital gain”.

 

Cosa fare prima di trasferirsi

Prima di espatriare, soprattutto se possiedi partecipazioni societarie, attività finanziarie, immobili strumentali o un’impresa, è opportuno:

  • Verificare se ricorre un’ipotesi dell’art.166 del TUIR;
  • Monitorare l’iter della Legge di bilancio 2027 relativo alla proposta di estensione alle persone fisiche che non essendo ancora legge può essere modificata;
  • Ricostruire valore di mercato, costo fiscalmente riconosciuto ed eventuali plusvalenze latenti;
  • Valutare la residenza fiscale nel Pese di arrivo e l’applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioni;
  • Verificare eventuali opzioni, dilazioni, garanzie ed obblighi dichiarativi previsti dalla normativa e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate;
  • Conservare documentazione su contratti, valutazioni, bilanci e operazioni bancarie.

 

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata.

L’exit tax è una materia tecnica: prima di trasferire la tua residenza fiscale ti invitiamo a contattarci per una consulenza fiscale con il nostro team esperto in fiscalità internazionale.

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  2. valutare la tua situazione pre-espatrio ed eventuali criticità/ostacoli;
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