Avevamo visitato Creta un paio di volte in vacanza, in ottobre, ed eravamo sempre tornati a casa con l’impressione che si trattasse proprio di “un gran bel posto dove vivere“. Non avevamo figli nè rate di mutuo da corrispondere puntualmente, non avevamo un’occupazione e una retribuzione che non ci potevamo permettere di perdere e, in generale, non c’erano vincoli o impedimenti assoluti all’ipotesi e alla volontà di trasferirci all’estero e di provare una nuova esperienza.

Certamente avremmo lasciato le nostre famiglie e un gran numero di amici, avremmo lasciato qualche sicurezza in più e usi ed abitudini consolidate ma forte era la voglia e la curiosità di metterci in gioco sul piano personale, di provare a vivere a ritmi meno frenetici e stressanti, in un ambiente più salubre (la Pianura Padana da cui proveniamo è uno dei luoghi più inquinati del pianeta) con un rapporto più diretto con la natura e così, quando nel lavoro di Paola iniziarono ad emergere delle problematiche, pensammo che l’occasione fosse propizia per tentare di realizzare quel piccolo sogno di trasferirci al quale, già da qualche tempo, pensavamo.

Così organizzammo un viaggio esplorativo che servì per confermare le nostre intenzioni e ad ottobre dello stesso anno caricammo le nostre cose sulla piccola utilitaria, ci imbarcammo a Venezia e sbarcammo ad Iraklio proprio nel giorno in cui Paola compiva 40 anni, pronti ad iniziare una nuova vita a Creta!

 

Trasferirsi a Creta

Trasferirsi a Creta

 

Creta è la più grande isola della Grecia, è lunga ben 260 chilometri, una popolazione di 600.000 abitanti e quattro provincie (Chanià, Rèthimno, Iraklio e Lassithi). Il capoluogo regionale è Iraklio, che si trova in una posizione centrale sulla costa settentrionale ed ospita uno dei due aeroporti internazionali dell’isola, con una popolazione di 120.000 abitanti. Le altre città si trovano tutte sulla costa settentrionale, tranne la piccola cittadina di leràpetra, unica sulla costa meridionale. Molte di queste città, in particolare Chanià e Rèthimno, portano nell’architettura una forte impronta veneziana e risultano quindi particolarmente familiari agli italiani ed ai veneti come noi.

Nota prevalentemente per le sue spiagge, Creta ha in realtà un carattere decisamente montuoso, con tre massicci che superano i 2000 metri. La vetta più alta è il monte Psiloritis (o monte Ida, 2456) dove secondo la mitologia Rea nascose il figlioletto Zeus per sottrarlo al padre Cronos, che era solito divorare i suoi figli. L’ambiente montano è selvaggio e accidentato, con profonde spaccature che originano affascinanti gole e canyons. Noi abbiamo subito scelto di stabilirci nella provincia di Lassithi, la più orientale e remota, sia perché è la provincia dove il turismo ha un impatto minore sia perché avevamo intravisto interessanti possibilità di sviluppare un’attività turistica legata principalmente al trekking. Durante la nostra permanenza cretese abbiamo abitato in diverse aree: ora abitiamo stabilmente ad Agios Nikòlaos.

Tutte le maggiori località hanno un ospedale e tutti i principali servizi, oltre ad essere collegato tra di loro da una bella strada senza pedaggi che percorre tutta la costa settentrionale. In generale, la parte più occidentale dell’isola – quindi le provincie di Chanià e di Rèthimno – ed il capoluogo Iraklio, sono località vivaci ed internazionali ed offrono stimoli culturali più intensi ma di contro durante la stagione turistica diventano più affollate e caotiche. La parte più orientale dell’isola e la regione di Lassithi in particolare hanno una vocazione più agricola e pastorale, meno turismo ed una maggiore tranquillità.

I cretesi sono persone molto cordiali, accoglienti e, a dispetto della fama di irriducibili ribelli, molto pacifici e tolleranti. Gli italiani in particolare godono di una certa simpatia dovuta al fatto che i greci, per storia e cultura millenaria, ci percepiscono come molto affini e sarà difficile sfuggire alla classica frase “Italia e Grecia, una faccia una razza”. Oltre a ciò la lunga dominazione veneziana ha lasciato un ricordo sostanzialmente positivo. Imparare la lingua greca rappresenta un ulteriore importante strumento per inserirsi nella comunità locale e trasformare semplici conoscenze in amicizie più profonde; il greco non è una lingua semplicissima e richiede tempo e studio tuttavia l’inglese è compreso e parlato da gran parte della popolazione, inoltre più di qualche cretese, in particolare medici e farmacisti, hanno una buona conoscenza dell’italiano.

 

Vivere a Creta

Vivere a Creta

 

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