Nel quadro delle recenti misure anti-inflazionistiche, il Governo croato ha formalmente presentato il testo di una proposta di modifica alla Legge sull’imposta del reddito. Sebbene l’iter parlamentare sia ancora in corso e il provvedimento non sia ancora stato approvato in via definitiva, le novità contenute nella bozza delineano un quadro fiscale estremamente favorevole per i pensionati italiani con pensione privata che pianificano di trasferirsi.
La proposta di legge: cosa prevede dal 2027
Attualmente, i pensionati italiani residenti in Croazia godono già di un’agevolazione che prevede una riduzione del 50% dell’imposta sul reddito calcolata sulla pensione.
Il testo del disegno di legge attualmente in discussione propone di rafforzare in modo significativo questo sgravio:
- Sconto fiscale al 100%: a partire dal 1 Gennaio 2027, la percentuale di riduzione dell’imposta passerebbe dal 50% all’abbattimento totale (100%);
- Soglia di applicazione: l’esenzione completa si applicherebbe sulla base imponibile mensile fino a €5.000, pari a un tetto annuo di €60.000;
- Effetto pratico: se la proposta verrà approvata senza modifiche, i pensionati che rientrano in questo limite percepirebbero la propria pensione in Croazia senza alcuna trattenuta IRPEF locale.
Nota: trattandosi di una proposta di legge, il testo deve completare il normale percorso di approvazione prima dell’entrata in vigore. La data di decorrenza fissata al 1° Gennaio 2027 lascia tuttavia ampi margini per pianificare un eventuale trasferimento con un quadro normativo definito.
A chi si applicherebbe il beneficio fiscale?
In forza alle Convenzioni contro le doppie imposizioni tra Italia e Croazia, l’impatto della norma varia in base alla tipologia di pensione:
Pensioni private (INPS ex settore privato)
In base al trattato bilaterale, i trattamenti previdenziali privati sono tassati esclusivamente nel Paese di residenza fiscale del beneficiario. Trasferendo la residenza fiscale in Croazia dal 2027, l’assegno lordo accreditato beneficerà della detassazione completa entro la soglia dei €60.000 annui.
Pensioni pubbliche (INPS, INPS ex INPDAP, ex dipendenti pubblici)
Restano tassate alla fonte in Italia, salvo nei casi in cui il pensionato acquisisca anche la nazionalità croata.
I requisiti per la residenza fiscale
Per accedere al regime fiscale croato non é sufficiente spostare il proprio domicilio ma è necessario radicare la propria residenza fiscale secondo i parametri internazionali:
- Permanenza effettiva: trascorrere in Croazia almeno 183 giorni nell’arco dell’anno solare;
- Iscrizione AIRE: effettuare la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente in Italia con contestuale iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero;
- Centro degli interessi: disporre di un’abitazione (in affitto o di proprietà) e dimostrare il reale spostamento dei propri legami economici ed affettivi.
Il rischio di tassazione alla fonte in Italia
Nonostante i vantaggi previsti dalla proposta di legge croata, occorre prestare estrema attenzione alle clausole contenute nella Convenzione Internazionale stipulata tra Italia e Croazia e, più in generale, alle clausole di salvaguardia del Modello OCSE.
Esiste infatti una clausola specifica secondo cui, qualora il reddito da pensione non venga effettivamente assoggettato ad alcuna tassazione nel Paese di residenza (Croazia), l’Italia si riserva il diritto di applicare la tassazione alla fonte.
Se questo meccanismo di riserva dovesse attivarsi a seguito della detassazione totale in Croazia, l’Agenzia delle Entrate italiana potrebbe continuare a prelevare le imposte direttamente all’origine e di conseguenza, per le pensioni fino a €60.000 annui, il beneficio teorico della defiscalizzazione in Croazia potrebbe rischiare di vanificarsi, mantenendo il carico fiscale in capo allo Stato italiano.
Tale predisposizione inoltre riguarderebbe anche le pensioni degli italiani già residenti in Croazia. Qui di seguito il testo originale della Convenzione Italia Croazia, Art. 18.
Pensioni superiori ai €60.000 annui: come vengono tassate?
Per i pensionati titolari di pensioni superiori ai €60.000 annui, la proposta di legge croata prevede un regime di tassazione a due livelli: l’esenzione totale si applica esclusivamente sulla quota fiscale imponibile fino a €60.000 annui, mentre la parte di pensione che eccede questa soglia rimane soggetta all’aliquota ordinaria superiore prevista dall’imposta sul reddito in Croazia.
Tuttavia, proprio in virtù dell’applicazione di un’imposta locale sulla quota eccedente, l’intero trattamento pensionistico mantiene il requisito del prelievo fiscale effettivo in Croazia. Ciò garantisce il rispetto della Convenzione contro le doppie imposizioni ed evita l’attivazione della clausola di salvaguardia italiana, consentendo al pensionato di beneficiare comunque della detassazione totale sui primi €60.000 ricevuti.
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